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Le pagine di Repubblica, le risposte di Avvenire, qualche ripensamento
(23 maggio 2008)
Punto per punto, ecco gli svarioni
Umberto Folena
Le affermazioni della tabella in questa pagina sono riprese per Repubblica dalle prime cinque puntate dell’inchiesta (28 settembre, 3 ottobre, 12 ottobre, 24 ottobre e 10 novembre 2007) e per Avvenire dai servizi pubblicati il giorno successivo (29 settembre, 4 ottobre, 13 ottobre, 25 ottobre e 11 novembre 2007). Sono soltanto alcuni degli errori e delle omissioni dell’inchiesta. Mentre Avvenire replicava a Repubblica, Repubblica ignorava Avvenire.
Addirittura il suo direttore, Ezio Mauro, arrivava a scrivere: «Saremo ben lieti di correggere gli errori in cui siamo incorsi, se riceveremo richieste di rettifiche che non sono arrivate, perché nessun punto sostanziale del lavoro è stato confutato». Maltese stesso non ha replicato ad Avvenire, né corretto alcunché. Su Repubblica. Nel libro La questua, invece, elimina i tre o quattro svarioni più clamorosi, senza darne conto.
Non commette l’ingenuità di scrivere che la Cei tace sui rendiconti, visto che li pubblica ogni anno la stessa Repubblica, e a pagamento. Ha dovuto constatare che gli investimenti nella comunicazione non solo non sono taciuti ma hanno una pagina tutta per loro nel sito dell’otto per mille. E si è messo il cuore in pace: l’Abbazia di Chiaravalle, alle porte di Milano, non è un cinque stelle superlusso ma ha una normale foresteria dotata di pratiche e sobrie stanzette, a 30 euro al dì, pensione completa. Nella stragrande maggioranza le affermazioni erronee e le informazioni incomplete però rimangono. La sesta puntata dell’inchiesta consisteva in una lunga e serena intervista a padre Cesar Acuire, amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi.
Nel libro, Maltese si profonde in elogi nei suoi confronti: «Una delle molte prove viventi del sistema rigidamente meritocratico della struttura cattolica (...). È in pratica il ministro per il Turismo del Vaticano. E sarebbe anche l’ideale ministro del Turismo per l’Italia». Ma dell’intervista di due pagine non rimane nulla.
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