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LA CITTA' (23 agosto 2005)
È la capitale finanziaria del Paese ma case e affitti sono alle stelle

da Sydney, Alessandro Bertellotti

La più antica, la più grande e la più spettacolare. Quando si parla di Australia si fa subito riferimento alla città di Sydney. L’Opera House, la sua baia ed il ponte che l’attraversa sono tra i simboli più facilmente riconoscibili della nazione nel mondo.

L’immagine della città ha conosciuto una spinta verso l’alto dopo il successo delle olimpiadi del 2000. I suoi quattro milioni di abitanti sono noti in patria per lo spirito tendente all’edonismo, come il piacere per il surf sulle onde antistanti la spiaggia di Bondi, le passeggiate sulla sabbia di Manly e l’aperitivo davanti al panorama dei Rocks o Darling Harbour.

Alle altre città si lascia la sottile invidia di non avere un tenore di vita simile. Melbourne sostiene di essere la capitale dell’arte, della cultura e dello sport, ma è decisamente più «noiosa», disegnata con il righello e senza piazze, oltre ad avere i ritmi regolati dalla lentezza dei tram che la percorrono.

Sydney ha una etichetta internazionale ed è la capitale finanziaria dell’Australia. Gli australiani sono convinti che l’edificio a vele (peraltro poco funzionale e prossimo ad una radicale ed onerosa ristrutturazione) sia considerato il simbolo del benessere, della bellezza della città e del suo spirito spensierato, e perciò un bersaglio del terrorismo internazionale. È per questo che i visitatori della struttura o gli spettatori di uno spettacolo, sono sottoposti a controlli simili a quelli imposti ai viaggiatori negli aeroporti.

Non tutto è positivo. I prezzi delle case sono alle stelle ed hanno raggiunto valori insostenibili, tanto che anche la Banca Centrale ha sottolineato le difficoltà sempre crescenti per le coppie di formare una famiglia a causa dei prezzi degli affitti e delle proprietà. I giovani sono costretti a spostarsi in altre città, gli ultimi rilevamenti hanno sottolineato come Sydney cresca ben al di sotto della media nazionale.

Inoltre, la qualità di alcuni servizi è sotto esame: il sistema ferroviario e la rete stradale non sono all’altezza di una città moderna, alcune zone della metropoli, alle prese con problemi sociali, sono dimenticate o quasi. È il caso di Redfern dove vive la popolazione aborigena, Parramatta e Cabramatta, che ospitano etnie asiatiche che più faticano ad integrarsi e Lakemba, dove risiede la comunità musulmana. Il compito di rendere meno incerto il futuro dei residenti dello stato del Nuovo Galles del Sud, la cui capitale è Sydney, è affidato ad premier di origine italiana. Morris Iemma, laburista, giunto in Australia dalla Puglia quando era bambino, da poche settimane dirige il governo locale. Ma Sydney è Sydney. Il primo ministro John Howard ha scelto di non trasferirsi nella capitale Canberra, che raggiunge lo stretto indispensabile, preferendo di dirigere il Paese dalla sua residenza nel prestigioso quartiere di Kirribilli, con imperdibile vista sulla baia.