Avvenire dossier

Testimonianze - L'ex prostituta (03 novembre 2007)
«Mi ha aiutata subito come fossi sua figlia»

di Quinto Cappelli

Alexandra è una ragazza romena di 20 anni, uscita dall’inferno della prostituzione e redenta da don Oreste Benzi. Ora vive in una casa famiglia della Giovanni XXIII di Ravenna, guidata dai coniugi Brunella e Luigi e formata da otto persone, fra cui anche tre ex prostitute. La testimonianza di Alexandra incarna ciò che don Benzi ha gridato per anni contro lo sfruttamento della «prostituzione delle bambine» in particolare.

Arriva in Italia dalla Romania (dove viveva coi genitori, un fratello e una sorella) non ancora maggiorenne e clandestina, chiamata da due coniugi romeni che vivono in una città emiliana, con la promessa di «un lavoro onesto» in un ristorante. «Ma la prima sera mi hanno sbattuta in strada a prostituirmi. E guai se non portavo i soldi. Dopo i primi clienti, sono stata presa dai carabinieri, perché ero senza permesso di soggiorno e col passaporto sequestrato dalla coppia. La seconda sera non volevo tornare in strada, ma sono stata picchiata selvaggiamente, finché la paura mi ha spinto in strada». La squallida storia va avanti «per un tempo che non riesco a definire», finché altri due giovani romeni l’aiutano a trovare un lavoro in lavaggio per auto a Mantova. Grazie ad un ragazzo di Cremona approda a Milano, dove riesce a farsi rimpatriare in Romania. Il tempo per un nuovo passaporto e, «spinta dalla miseria», ritorna a Rimini, «dove per alcuni mesi mi sono prostituita, anche se mi faceva schifo». Fermata e controllata alcune volte, la squadra mobile la espelle col foglio di via.

«Allora un ragazzo mi ha portata da don Oreste Benzi, che mi ha accolta come una figlia che conosceva da sempre. Quell’amore smisurato e infinito per me di uno che non mi conosceva neppure, che non sapeva nulla di me e della mia storia e che aveva tante cose da fare mi ha impressionata enormemente. Se non c’era lui, io sarei stata ancora in strada come le decine di migliaia di mie connazionali».
Da tredici mesi Alexandra è nella casa famiglia, lavora in fabbrica, dove da due mesi ha incontrato anche un fidanzato italiano di 27 anni. «Ora, anche grazie a don Oreste, so cosa significa quando il mio ragazzo mi dice: ti amo». Il sogno di Alexandra? «Farmi una famiglia, con dei bambini e continuare la missione di don Benzi: andare in strada a convincere le mie connazionali a fare una vita normale, con un lavoro e una famiglia, nel rispetto delle leggi italiane, come ci ha insegnato don Oreste».

 

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