Avvenire dossier

Testimonianze - La mamma (03 novembre 2007)
«Grazie a lui Francesco è venuto alla vita»

di Quinto Cappelli

«Don Oreste mi ha stretto le mie mani fra le sue e, fissandomi negli occhi, mi ha detto: non avere paura, figlia mia, noi ti vogliamo bene e troveremo presto una famiglia per te, per il bimbo che porti nella pancia». A raccontarlo con le lacrime agli occhi è Lorena Olarou, 29 anni, clandestina romena da due anni in Italia, ma soprattutto mamma di Francesco, un bimbo di due mesi, che doveva essere il suo tredicesimo aborto. Ora Lorena, il piccolo Francesco e l’altro figlio, Catalin, di 13 anni vivono in una casa famiglia della comunità, guidata dai coniugi Elena e Sergio Antonello e formata da 13 persone.

La testimonianza di Lorena, che ora vive «il momento più bello della sua vita», è incredibile. In Romania è cresciuta coi nonni, «perché abbandonata dai genitori giovanissimi che dovevano finire l’università, a loro volta abbandonati». Col primo marito è nato Catalin, col secondo Alexandra di 11 anni e ora il terzo è il padre di Francesco. Racconta col piccolo in braccio: «Quando ho saputo che ero di nuovo incinta, ho pensato all’aborto. Ma sarebbe stato il tredicesimo aborto volontario negli ultimi anni. Allora ho saputo che a Rimini c’era Rita Paganelli della Caritas che aiutava le madri in difficoltà. Rita mi ha portato da don Oreste, che mi ha convinto a non gettare via questo dono di Dio, dicendomi: molti si occupano oggi dei vecchi e dei bambini, ma noi dobbiamo aiutare anche le vite che incominciano».

Insieme a Catalin, Lorena ha vissuto due mesi in casa di Rita, tre mesi in un hotel e da giugno nella casa famiglia, dove il 28 agosto scorso è nato Francesco. «Una settimana prima che nascesse è venuto don Benzi per una festa. Mi ha toccato la pancia e mi ha benedetto. Ci siamo abbracciati forte, piangendo di gioia. Ai primi di ottobre sono andata con Rita da don Oreste per mostrargli com’è bello Francesco, ma era in giro. Così in questi giorni porterò Francesco vicino alla sua bara, per chiedere la benedizione dal cielo, perché è un vero dono di Dio e un figlio spirituale di don Oreste».
La Comunità ha aiutato Lorena a regolarizzare la situazione di clandestina e di lavoratrice in nero, ottenendo alcuni diritti di maternità ed il libretto sanitario. Commentano Elena e Sergio: «Appena si potrà, andrà a vivere da sola con la sua famiglia ricomposta». «Se questo dono di Dio ora è la gioia di tutti – conclude Lorena indicando Francesco –, lo dobbiamo proprio a don Oreste».

 

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