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l'itinerario (13 ottobre 2006)
Testimoni del Risorto, l’arte senza confini

di Alberto Margoni

Non soltanto dei percorsi artistici lungo venti secoli di storia della cristianità ma prima ancora un cammino, una proposta spirituale sul tema della Risurrezione. È questo l’elemento fondante sul quale si articolano le mostre allestite in occasione del quarto Convegno della Chiesa italiana che vedranno l’inaugurazione ufficiale oggi pomeriggio alle 17 nella Basilica di Sant’Anastasia. Tre eventi incentrati sul tema L’arte nel segno della risurrezione trovano sviluppo in altrettanti luoghi del centro storico di Verona. Al museo Miniscalchi Erizzo la mostra Splendori del Risorto. Arte e fede nelle chiese del Triveneto; alla Galleria d’arte moderna di Palazzo Forti l’esposizione L’arte e Dio. La scommessa di Carlo Cattelani; nella chiesa di San Tomaso Cantuariense la Via Lucis creata da quattordici artisti dell’Ucai (Unione cattolica degli artisti italiani).

A queste si aggiungerà – nei padiglioni della Fiera di Verona, dove si svolge il Convegno, e per la sola durata dei lavori dell’assise –, l’esposizione Stauros. Le arti figurative e il rapporto con il Sacro – con opere provenienti dalla XII Biennale d’arte sacra, promossa dalla Fondazione Stauros proprio sul tema del Convegno decennale dei cattolici italiani. «Le mostre allestite in occasione del Convegno ecclesiale – ha affermato il vescovo di Verona, Flavio Roberto Carraro in occasione della presentazione alla stampa degli eventi artistici – diventano canali attraverso i quali è possibile cogliere il messaggio della Risurrezione di Cristo, motivo della nostra speranza. Il contributo dell’arte costituisce quindi un’ulteriore opportunità per venire in contatto con la fede e per vedere la bellezza di ciò in cui crediamo e celebriamo».

Il sindaco di Verona Paolo Zanotto ha sottolineato come l’incontro ecclesiale coinvolge «non solo i delegati partecipanti all’assise, ma diffonde per tutta la città le sensibilità, i messaggi, i valori che il Convegno porta con sé e, tra questi, l’arte. La nostra città ha la fortuna di ospitare delle opere di straordinario valore che offrono ai visitatori la bellezza del messaggio religioso cristiano come fattore che è parte della nostra storia». Sul tema del Convegno si è soffermato il vescovo Francesco Lambiasi, vicepresidente del Comitato preparatorio, evidenziando come il perno non sia «un che – la testimonianza, la speranza, il laicato, l’organizzazione dell’attività pastorale – ma un Chi: Gesù Risorto. La Chiesa italiana si dà appuntamento nei prossimi giorni a Verona non per guardare narcisisticamente se stessa, ma per contemplare lui, il suo Signore Risorto e vivente.

A metà di questo decennio tutto dedicato alla comunicazione del Vangelo, noi cattolici italiani veniamo qui per fare una sosta e per riproporci delle domande semplicissime, capitali, che Paolo VI si poneva all’inizio del secondo periodo del Concilio Vaticano II: da dove parte il nostro cammino? Qual è la via che dobbiamo percorrere? Qual è la meta che ci attende? Anche noi possiamo rispondere con le sue parole: Cristo, nostro principio, nostra via e vita, nostra speranza nel nostro tempo». E per dire lo splendore della verità cristiana un linguaggio fondamentale è quello della bellezza. Per questo, ha spiegato Lambiasi, «il Convegno di Verona prende le forme non solo della riflessione e del dialogo ma anche dell’espressione artistica. Cristo non è solo la Parola vera e buona che si è fatta carne, è anche la Parola bella, radiosa e raggiante. Non è solo il buon Pastore, è anche il pastore bello come lo chiama l’evangelista Giovanni e come lo tratteggiava sant’Agostino: "Bello in cielo, bello in terra; bello nel grembo, bello nelle braccia della madre; bello nei miracoli, bello nei tormenti; bello nella Croce, bello nel sepolcro, bello nel cielo". Una sublime bellezza che non riguarda solo Cristo ma anche tutti gli uomini, come sottolineava il Concilio Vaticano II ricordando che solo nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo». Il Convegno di Verona «mette al centro l’immagine del Cristo Risorto – ha ribadito Lambiasi –. Vorremmo che anche attraverso il linguaggio dell’arte almeno un fremito di quella esplosione di vita partisse da qui, da Verona, e raggiungesse tutte le comunità italiane, tutte le persone e soprattutto arrivasse ai nostri fratelli e amici di fuori perché solo una speranza per tutti è una speranza credibile». Gli itinerari artistici, frutto della collaborazione tra Conferenza episcopale italiana, Diocesi di Verona, Comune di Verona, Regione Veneto e Ministero per i beni e le attività culturali attraverso le due soprintendenze per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico operanti in Veneto, rimarranno aperti e visitabili fino al 7 gennaio 2007.

 

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