Gli striscioni, gli stendardi e i manifesti che in questi giorni accolgono chi arriva a Verona fin dalla stazione ferroviaria appaiono come la punta dell’iceberg di un’enorme macchina operativa. Il quarto Convegno ecclesiale è alle porte e la città ospite si dà da fare perché l’evento funzioni alla perfezione: «Tutto rientra nella tabella di marcia e i preparativi sono a buon punto – sottolinea monsignor Giampietro Fasani, economo generale della Cei, impegnato in questi giorni a coordinare anche i volontari della Cei –. Per domani pomeriggio (oggi per chi legge, ndr) tutto sarà pronto». E poi ci mostra i quattro padiglioni messi a disposizione da Veronafiere, l’ente che gestisce l’enorme spazio espositivo cittadino, per l’evento più importante. Evento che vedrà la presenza dei 2.700 delegati ai quali vanno aggiunti gli operatori dell’informazione, per i quali sono state preparate 300 postazioni, i volontari, che saranno in media 450 ma raggiungeranno i 1200 nel giorno della visita di Benedetto XVI, e tutto lo staff «tecnico», con, ad esempio, 170 tra cuochi e camerieri che penseranno a ristorare i delegati con menu che prevedono piatti tipici della tradizione veneta.
Due i padiglioni principali per i convegnisti: il numero quattro, con la grande sala dove si svolgeranno le assemblee plenarie e dove il Papa incontrerà i delegati, e il numero cinque dove si troveranno gli stand di numerose associazioni ed enti, compresi quelli dei tre media Cei con Radio InBlu, Sat 2000 e Avvenire. Tecnici e operai hanno liberato in tempi da record i 70mila metri quadrati dagli stand dell’ultimo evento fieristico e stanno allestendo anche trenta sale congressi destinate ad ospitare i lavori di gruppo, oltre ai padiglioni per la mensa, quello per i servizi tecnici dedicato soprattutto alle attrezzature di radio e televisioni di tutto il mondo, la sala stampa e la stamperia, che riprodurrà tutti i documenti dell’incontro da distribuire ai delegati. Il tutto ben «cablato» con 170 linee telefoniche e 400 linee internet. Da oggi, poi, entreranno a pieno ritmo i volontari della Cei, che, tra le altre cose, saranno incaricati di distribuire tutti i materiali necessari ai convegnisti, attesi per lunedì mattina. E la folta cartella che riceveranno al loro arrivo conterrà tutti i documenti necessari al lavoro dei cinque giorni di dibattito e confronto.
La «galleria dei santi»
Ma i preparativi non si fermano alla Fiera. Facendo due passi in centro si nota un brulicare di persone impegnate a preparare eventi e iniziative di diverso genere, alcune promosse dalla Cei, molte altre pensate e organizzate dalla diocesi scaligera che è riuscita a sfruttare a pieno, grazie anche alla collaborazione con le istituzioni civili, le risorse di una città da sempre abituata ad accogliere turisti, manifestazioni ed eventi e per questo da sempre abile a valorizzare il proprio patrimonio, come dimostrano le iniziative che ruotano attorno alla cattedrale (di cui parliamo in questa pagina). Un rapido giro all’Arena fa intuire la bellezza anche scenografica della celebrazione che lunedì pomeriggio aprirà il Convegno e che vedrà presenti sugli spalti dell’antico anfiteatro anche tutti i santi italiani, raffigurati all’interno di cornici alte circa due metri. Ma il Convegno e la visita del Papa hanno saputo coinvolgere anche l’«anima artigiana» del veronese. Stamattina alle 11, infatti, il gruppo di mobilieri, tappezzieri, fornitori di stoffa, decoratori ed ebanisti di Bovolone (non lontano da Verona) che hanno realizzato il tronetto e l’inginocchiatoio per il Papa, presenteranno al vescovo della città, Flavio Roberto Carraro, i due manufatti. Sarà poi lo stesso presule a presentarli a Benedetto XVI durante la visita della prossima settimana. In particolare l’inginocchiatoio, realizzato dalla scuola di ebanisteria bovolese, è la copia, realizzato secondo un modello del XVIII secolo, di quello che nel 1988 lo stesso istituto regalò a Giovanni Paolo II, in occasione della sua visita alla diocesi. Il Pontefice, poi, sederà su una poltrona realizzata in stile barocco, decorata in oro zecchino. Ma anche l’altare che verrà usato per l’Eucaristia allo stadio Bentegodi è stato realizzato da un artigiano locale e molti altri gruppi hanno realizzato opere che verranno donate a Ratzinger. Intanto, però, la città continua a coltivare tutti i percorsi che la avvicinano al Convegno ecclesiale, incluso quello artistico. Ieri sera, ad esempio, in cattedrale sono risuonate le note di un partecipato concerto promosso proprio in vista dell’evento della prossima settimana. È così che Verona si mobilita senza risparmio nell’evento ecclesiale nazionale più importante del decennio.