Una moratoria europea con cui sospendere subito, e per i prossimi cinque anni, gli esperimenti sulle cellule embrionali: questa la proposta lanciata lo scosrso 21 novembre sulle pagine di «Avvenire» da Eugenia Roccella, all'indomani delle straordinarie scoperte sulla riprogrammazione di cellule umane adulte annunciata da gruppi di scienziati americani e giapponesi. Nelle ultime due settimane quella proposta è stata condivisa, sottoscritta, diffusa, fino ad arrivare all'orecchio delle stesse istituzioni europee. Qui di seguito facciamo il punto della adesioni, rinnovando gli indirizzi e i numeri utili cui rivolgersi per aderire all'iniziativa.
Un popolo sempre più numeroso e consapevole. E sempre meno silenzioso. È quello che da due settimane si sta muovendo con entusiasmo a favore della proposta avanzata da Eugenia Roccella sulle pagine di Avvenire di mercoledì 21 novembre, all’indomani dell’annuncio epocale dei gruppi di scienziati giapponesi e americani sul successo nella riprogrammazione di cellule umane (una tecnica, lo ricordiamo, attraverso cui è possibile ottenere cellule staminali pluripotenti senza che vengano distrutti embrioni). Proprio lunedì, a sottoscrivere l’appello lanciato al Governo sulla sospensione dell’uso di embrioni nei prossimi cinque anni in tutti i laboratori europei, è stata l’Associazione Scienza & Vita di Milano, al cui impegno per diffondere l’iniziativa si sono immediatamente aggiunti il Movimento per la Vita Ambrosiano (che domenica allestirà un banchetto in Viale Vigliani, nei pressi della Fiera dell’Artigianato, per sollecitare i cittadini a firmare la petizione di Scienza & Vita), l’associazione Famiglia e Scuole (Faes), l’associazione Nuove Onde (che raccoglierà adesioni il 13 dicembre, al secondo appuntamento di un ciclo di incontri sul tema "La vita umana: un diritto da difendere in ogni sua tappa"); e ancora Obiettivo Chaire (che da tempo conduce una battaglia culturale che riguarda la persona umana e in particolare la sua identità sessuale), così come il Centro Culturale Beato Marco d’Aviano di Peschiera Borromeo e l’Associazione Alleanza Cattolica.
Una mobilitazione, quella del capoluogo lombardo, che rafforza lo straordinario impegno delle associazioni locali di Scienza & Vita nelle ultime settimane e che dimostra più che mai la vitalità del movimento: il sodalizio, nato in difesa della legge 40 dal referendum del giugno 2005, ha già raccolto 5.282 adesioni attraverso l’operato capillare dei comitati di Moncalieri, Lamezia Terme, Brescia, Arezzo, Pesaro Urbino, Crotone, Cusano Milanino, Pontremoli Lunigiana e, ultimi aderenti, Bassa Comasca, Caserta e Firenze, dove a intermittenza sono stati organizzati dibattiti, incontri, punti di raccolta firme. Il tutto grazie a un impegno sconosciuto in passato: «La sensibilità ai complessi rapporti tra scienza ed etica, il desiderio di mettersi in gioco e la capacità di azione a livello territoriale dell’associazione ci ha stupito e nello stesso tempo confortato – ha spiegato a questo proposito la presidente di Scienza & Vita Maria Luisa Di Pietro –. Si tratta di un segnale positivo che conferma la validità della strategia dell’intervento e ci incita a continuare su questa strada». Un dato attestato anche dalle numerosissime lettere di adesione di cittadini comuni che stanno arrivando alla segreteria dell’Associazione e alla redazione di Avvenire (chi volesse imitarli, può scrivere a segreteria@scienzaevita.org, a lettere@avvenire.it, o al fax di Scienza & Vita 06/68195205).
All’opera "dal basso" che ha contagiato Scienza & Vita, si sono via via aggiunte le voci autorevoli di altre importanti associazioni operanti a livello nazionale. È il caso del Movimento per la vita italiano con tutte le sue strutture, del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), dell’Associazione religiosa istituti socio-sanitari (Aris). E ancora del mondo del Family Day, con Savino Pezzotta e la sua «Officina 2007» e con Giovanni Giacobbe a nome dell’organismo che presiede, il Forum delle associazioni familiari. C’è poi la politica, con le mozioni depositate dai parlamentari alla Camera e al Senato a favore della moratoria. Quella dell’Udc Luca Volontè, lo ricordiamo, ha ottenuto il «sì» del leader centrista Pier Ferdinando Casini, mentre l’intero gruppo del partito al Senato ha aderito ad analoga mozione. Anche quella che vede come prima firmataria Paola Binetti ha ottenuto un ampio consenso a Palazzo Madama, al di là dell’area "teodem" all’interno del Partito democratico (tra i 27 firmatari ci sono, infatti, gli altoatesini Oskar Peterlini e Helga Thaler, Paolo Bodini – eletto come indipendente nei ds a Cremona –, Giorgio Tonini – membro dell’esecutivo nazionale del Pd – e l’ex vicepresidente del Senato Domenico Fisichella).
Infine anche gli europarlamentari di Strasburgo non hanno più scuse. La proposta di moratoria sull’uso degli embrioni lanciata da Eugenia Roccella dalle colonne del nostro giornale ha varcato anche i confini linguistici, oltre a quelli geografici. Grazie all’iniziativa dell’onorevole Patrizia Toia (Alde – Alleanza di liberali e Democratici per l’Europa), l’editoriale del 21 novembre (che ha lanciato l’iniziativa) è stato tradotto in inglese e inviato agli europarlamentari europei più sensibili a questo tema. Popolari, verdi e liberali: perché su questo tema, fa sapere la Toia, «non ci sono schieramenti». Un modo per creare dibattito e consenso sulla proposta di moratoria, in vista di un’iniziativa formale da presentare alla Commissione Europea. Ma qualcosa a livello ufficiale si sta già muovendo. Questa settimana se ne parlerà all’interno del gruppo di lavoro di bioetica del Ppe. Inoltre, due deputati (l’italiano Mario Mauro e il tedesco Bernd Posselt) sono intenzionati a porre la questione all’intergruppo di bioetica. Si tratta di un gruppo di europarlamentari di vari partiti che si ritrovano ogni mese per lavorare sui temi di bioetica comunitaria. Il prossimo appuntamento per i membri dell’intergruppo è fissato per giovedì 13 dicembre a Strasburgo. Sarà il giorno in cui la moratoria farà il suo ingresso nei documenti dell’Ue.