Londra (15 gennaio 2009)
Per gli embrioni «ibridi» nemmeno una sterlina

di Elisabetta Del Soldato

Potrebbe già essere la fine per la ricerca sugli embrioni chimera in Gran Bretagna, pochi mesi dopo la sua approvazione da parte del Parlamento all’interno della nuova legge Human Fertilisation and Embryology Bill. Gli scienziati impegnati nella creazione di ibridi ottenuti introducendo nuclei di cellule umane in ovociti di animali, hanno dovuto bloccare gli esperimenti a causa della mancanza di fondi. Alcuni di loro, nonostante avessero la licenza per portare avanti i test, non hanno potuto nemmeno iniziarli perché a corto di soldi. Lo stop ai finanziamenti nel settore della ricerca sugli embrioni ibridi è stato deciso dal Biotechnology and Biological Sciences Research Council (Bbrsc) e dal Medical Research Council (Mrc), due dei principali enti responsabili delle sovvenzioni agli scienziati britannici.

I responsabili dei due enti, tuttavia, sostengono che il blocco alla ricerca non sia dovuto a ragioni morali, etiche o religiose. Leszek Borysiewicz, dell’Mrc, spiega che la ricerca sugli embrioni chimera ha delle potenzialità, «ma questo non significa che siamo obbligati a finanziarla. La ricerca deve competere con altri progetti e dimostrare un certo livello di eccellenza scientifica. Gli embrioni ibridi non hanno una priorità maggiore rispetto ad altri esperimenti che dimostrano di essere più utili o promettenti».

La competizione per ottenere i finanziamenti è decisamente agguerrita, spiega dal canto suo Colin Miles, del Bbsrc, soprattutto in un momento come questo, in cui la Gran Bretagna sta attraversando una crisi economica profonda. «Molti programmi promettenti – sostiene Miles – non hanno potuto ricevere finanziamenti esclusivamente perché l’ammontare dei soldi disponibili è finito».

Ma viene spontaneo chiedersi perché esista tra gli scienziati britannici tanto accanimento per portare avanti la ricerca sugli ibridi quando quella sulle staminali adulte ha già dimostrato di essere altrettanto promettente e anche di più. Senza contare che non implica problematiche di carattere etiche.

Tra le ricerche scientifiche che competono, per così dire, con quelle legate alla creazione degli embrioni chimera ci sono senza dubbio quelle sulle cellule staminali pluripotenti (Ips) indotte. Si tratta di cellule adulte "ringiovanite", ossia riprogrammate così da poter dare origine a cellule di ogni tessuto dell’organismo. Questi studi, i cui frutti in futuro potranno confluire nella cura di malattie gravi, non pongono alcun dilemma morale perché non presuppongono l’uso di embrioni.
È vero, ammette Chris Mason, professore di medicina rigenerativa all’University College di Londra, «si è parlato molto di questo nel mondo scientifico. E forse si è arrivati alla conclusione di dirigere i finanziamenti proprio qui. Ma rimango convinto che una buona proposta trova sempre qualcuno che la finanzia».
La ricerca sugli embrioni ibridi è solo alla stadio iniziale e già in passato alcuni scienziati avevano sottolineato come finora non abbia prodotto alcun risultato concreto. «È molto difficile investire in un progetto dalle prospettive incerte – ci dice Josephine Quintavalle di Core, Comment on Reproductive Ethics – soprattutto se questo porta con sé anche implicazioni di tipo morale. Sono contenta che i finanziamenti siano stati bloccati e spero che lo saranno per sempre».

Ma intanto i tre team di scienziati ai quali l’autorità che sovrintende il settore della fecondazione artificiale ed embriologia, la Human Fertilisation and Embryology Authority, qualche mese fa aveva garantito la licenza per portare avanti gli esperimenti, sono furibondi. Stephen Minger, leader del team del King’s College di Londra; Lyle Armstrong, dell’Università di Newcastle, e Justin St John, dell’Università di Warwick, si dicono «letteralmente stupefatti». «Non capisco – dice Minger – perché il Parlamento prima ci consente gli esperimenti e poi ci vengano bloccati i finanziamenti. Non ha senso». È d’accordo St John: «Le strade promettenti sono tante, ma molto di quanto possiamo imparare dalla ricerca sulle Ips è trasferibile anche a quella sugli embrioni chimera, e viceversa».

Lyle Armstrong, che guida il gruppo di Newcastle e che fino a oggi è riuscito a creare 278 embrioni chimera da cellule umane a da ovociti di mucche, ma non ha ricevuto i fondi per estrarre da questi cellule staminali, è il più demoralizzato: «Tutto questo impegno per niente. È deprimente che la Gran Bretagna sia felice di creare un sistema legale che approva questo tipo di lavoro e che poi rinunci a finanziarlo».