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Le vacanze del Papa
(26 luglio 2005)
Un Islam di pace?Il Papa: cogliamone gli elementi, Dio fermi la mano dei terroristi
di Salvatore Mazza
Gli attentati di questi ultimi giorni non possono essere considerati atti rivolti «contro il cristianesimo». E per questo allora, secondo il Papa, è necessario favorire il dialogo, nella convinzione che nell’islam vi siano «elementi che possono favorire la pace».A ventiquattro ore dalla preghiera accorata perché «Dio fermi la mano assassina» dei terroristi che sono «mossi da fanatismo e odio», e «ne converta i cuori a pensieri di riconciliazione e di pace», Benedetto XVI è tornato ieri, per la quarta volta in questo drammatico mese di luglio, a esprimere il suo pensiero, la sua preoccupazioni e le sue speranze riguardo all’offensiva terroristica in atto nelle ultime settimane.
E così ieri a Introd, il paesino valdostano nel cui territorio si trova lo chalet dove sta trascorrendo alcuni giorni di riposo, quando nel salutare un gruppo di giornalisti gli è stata posta la domanda se «l’islam possa essere considerata una religione di pace», il Pontefice è stato chiaro: «Non vorrei etichettare con parole generali – ha risposto –. Certamente ha anche elementi che possono favorire la pace, come ha anche altri elementi. Noi – ha aggiunto – dobbiamo cercare di trovare sempre i migliori elementi che aiutano». Ma le bombe che stanno seminando tanti lutti, gli è stato ancora chiesto, possano essere considerate «bombe anticristiane»? «No – ha risposto con decisione Papa Ratzinger – generalmente mi sembra una intenzione molto più generale, non proprio contro il cristianesimo».
Come già aveva fatto nella conversazione di mercoledì scorso con gli stessi giornalisti, Benedetto XVI è dunque tornato a rigettare la prospettiva che tende a identificare l’ondata di attentati con uno «scontro di civiltà» in atto. Secondo il Papa, piuttosto, esiste un disegno portato avanti da «gruppi fanatizzati» – come li ha definiti –, che il dialogo tra le tre grandi religioni monoteiste può contribuire a contrastare. Ed è precisamente in questa prospettiva, come ha notato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Joaquin Navarro Valls, che Benedetto XVI «attribuisce un grande valore» agli incontri che il Papa avrà il prossimo agosto a Colonia, dove sarà in occasione della Giornata mondiale della Gioventù, con le comunità ebraica e musulmana: «Il dialogo interreligioso è certamente un elemento importante del pontificato», ha detto il portavoce vaticano, osservando che i due incontri che avranno luogo nella città tedesca «non erano nella prima bozza di programma, e sono stati inseriti solo in un secondo momento. Quindi – ha concluso – questo vuol dire che il Papa li ha voluti chiaramente».
Certo, in tutto questo, resta grande, pressante la preoccupazione per il succedersi di atti di violenza che stanno seminando lutti e distruzione. Preoccupazione che Benedetto XVI, come detto, aveva espresso all’Angelus di domenica da Les Combes. «Anche questi giorni di serenità e riposo – ha detto Papa Ratzinger, davanti alle migliaia di fedeli raccolti al campo sportivo adiacente al suo chalet per il tradizionale appuntamento domenicale – sono stati turbati dalle tragiche notizie di esecrandi attentati terroristici, che hanno causato morte, distruzione e sofferenza in vari Paesi quali l’Egitto, la Turchia, l’Iraq, la Gran Bretagna. Mentre affidiamo alla divina bontà i defunti, i feriti e i loro cari, vittime di tali gesti che offendono Dio e l’uomo, invochiamo l’Onnipotente affinché fermi la mano assassina di coloro che, mossi da fanatismo e odio, li hanno commessi e ne converta i cuori a pensieri di riconciliazione e di pace».
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